L'INDULTO-INCIUCIO E LA RIVOLTA DEGLI APOTI
Molti di voi l'avranno già letto, ma non posso esimermi dal pubblicare questo importante messaggio di Marco Travaglio. Diffondiamolo il più possibile e facciamoci sentire!
(Da marcotravaglio.it)
Cari amici del sito e del forum, il primo inciucio della nuova legislatura è legge: è l'indulto-insulto varato contro tutte le migliaia di cittadini onesti che per giorni e giorni hanno scritto ai partiti incautamente votati il 9 e 10 aprile 2006 per chiedere una spiegazione o una resipiscenza in extremis. E' stato tutto inutile.
La Casta degl'Intoccabili che vive barricata nel Palazzo della politica, sorda e insensibile a quanto accade fuori, ha tirato diritto come un sol uomo infischiandosene dei suoi elettori. Con la scusa dell'appello di Giovanni Paolo II e del sovraffollamento delle carceri, hanno salvato centinaia di corrotti, corruttori, concussori, peculatori, speculatori, falsificatori di bilancio, evasori fiscali, bancarottieri, furbetti di borsa e di banca, abusivisti edilizi, imprenditori senza scrupoli che ammazzano i loro dipendenti suoi luoghi di lavoro con scarse misure di sicurezza o con l'amianto. Gente che oggi non sta in galera, ma che grazie alle inchieste degli ultimi anni rischiava di finirci (per esempio, Berlusconi e Previti, che deve ancora subire la sua seconda sentenza definitiva della Cassazione per corruzione del giudice Squillante).
Poi, si capisce, ci sono anche i detenuti per omicidio che usciranno un po' prima, il che spiega come mai Adriano Sofri si agita tanto. I qualunquisti convinti che "sono tutti d'accordo", che "è tutto un magna-magna" hanno trovato una splendida conferma alle loro disperanti convinzioni grazie al patto scellerato Ds-Margherita-Verdi-Rifondazione-Udeur-Rosa nel Pugno-Forza Italia-Udc. A parte il partito di Antonio Di Pietro, e poi D'Ambrosio, Rizzo, Magistrelli, Monaco e pochi altri "casi di coscienza" (inferiori addirittura a quelli, comodissimi, sul caso Afghanistan), il gruppone degli inciucisti ha dimostrato di non vergognarsi di nulla.
E temo che quella sperimentata alla Camera e al Senato sull'indulto-insulto-inciucio non sia altro che la prova generale di "larghe intese" che nei prossimi mesi ci regaleranno altre leggi-vergogna (a partire da quella contro i magistrati che intercettano e i giornali liberi che raccontano gli scandali), magari nella speranza che il governo- travicello Prodi cada e si possano finalmente consacrare anche dinanzi all'altare le agognate nozze D'Alema-Berlusconi, con Rutelli e Casini nel ruolo dei chierichetti e qualche altro àscaro nelle vesti del sagrestano turibolante.
E' chiaro che bisognerà al più presto reagire e far sentire la nostra voce contro l'inciucio presente e soprattutto contro quello prossimo venturo. Ne stiamo già parlando con alcuni dei promotori del Palavobis e dei girotondi, per organizzare alla ripresa autunnale una manifestazione per la legalità e la libertà d'informazione che fino a qualche mese fa parevano minacciate solo da Berlusconi e dalla sua banda, e che oggi lo sono anche dalla cosiddetta Unione. Quando Berlusconi faceva le sue porcherie, c'era almeno un'opposizione che ogni tanto strillava, non foss'altro che per giustificare la sua esistenza. Ora, con le porcate trasversali, a strillare sono soltanto poche voci isolate, difficilissime da sentire. Bisogna metterle tutte insieme, in una rete e magari in un sito più ampio che coinvolga ogni giorno la società civile, informandola sull'inciucio work in progress. Già, perchè lorsignori, asserragliati nel Palazzo dell'Impunità, si sono dimenticati che esistono anche gli elettori. In attesa di ritrovarci prestissimo in qualche piazza o in qualche palazzetto, se vi capita di partecipare a qualche festa dell'Unità o degli altri partiti di maggioranza (io ne sono stato di nuovo totalmente espulso, in compenso la Margherita ha invitato Berlusconi alla sua festa nazionale e i Ds stanno pensando di fare altrettanto per non essere da meno), fate come Piero Ricca: fate domande, contestate, pretendete risposte dai cosiddetti leader. Devono sentirsi osservati, giorno e notte, da milioni di occhi e sapere che, come diceva Giuseppe Prezzolini, non la beviamo più. Siamo tutti "apoti".
Artemisia dixit alle ore 20:34 |
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Per un'altra TV
L'appuntamento è domani sera alla sede del Rione Bianco a Faenza (RA). Si discuterà della proposta di legge per riformare la Tv pubblica. Interverranno Marco Travaglio, Tana de Zulueta e Oliviero Beha.
Chi è della zona non manchi!
Artemisia dixit alle ore 00:59 |
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Vittoria
Sudata ma pur sempre una vittoria
Vittoria perchè abbiamo cacciato i criminali dal governo. Ora godiamoci la caduta del regime e aspettiamo con fiducia Fausto presidente della Camera!
Ma visto che oggi è una giornata importante soprattutto per la lotta alla mafia (strane coincidenze vero? Perde la destra e acchiappano Bernardo Provenzano!), vorrei prima di tutto farvi sentire questo commento audio di CASELLI (da Repubblica.it) e poi, giusto per non dimenticare che la mafia e la politica non sono mai scollegate, vi ripropongo questo vecchio articolo del sempre grande M.T. (da Centomovimenti.it) su qualcosa che non si dovrebbe mai dimenticare. A partire dal fatto che nella sentenza di assoluzione del maggio 2004 la corte confermava per Andreotti, 7 volte presidente del Consiglio e 40 volte ministro, il reato di partecipazione all'associazione a delinquere Cosa Nostra, commesso fino all'80 e adesso prescritto.
Inoltre, secondo la sentenza, è stato provato che Andreotti incontrò Bontate e Provenzano, tramite Salvo Lima.
ANDREOTTI, MA QUALE ASSOLUZIONE?
di Marco Travaglio
Ma di quale sentenza stanno parlando? Ma di quale <conferma della prima assoluzione> vanno cianciando? Ma di quale <teorema giustizialista> straparlano? Eppure il presidente Scaduti l’ha detto chiaro e tondo, e tutte le televisioni l’hanno trasmesso senza rendersi conto di quel che facevano: il reato di associazione per delinquere commesso fino alla primavera del 1980 è estinto per prescrizione, mentre per l’associazione mafiosa successiva al 1982 si conferma la prima sentenza: assoluzione per insufficienza di prove. Ora, lorsignori lo conoscono il significato di <associazione per delinquere>, di <commesso> e di <prescrizione>?
E lo sanno quando è scattata la prescrizione di quel reato?
Nel dicembre 2002.
Cioè 22 anni e 6 mesi dopo la primavera del 1980 (quando si svolse l’ultimo incontro Andreotti-Bontate). Cioè poco più di quattro mesi fa. Il che significa che la Procura di Caselli (ieri definito <sconfitto> e addirittura <condannato> da qualche analfabeta) aveva visto giusto quando aveva chiesto e ottenuto di far processare Andreotti.
E aveva sbagliato il Tribunale ad assolvere l’imputato, sia pure con formula dubitativa, per il periodo degli anni 70. Infatti, con l’impostazione della Corte d’appello, nel processo di primo grado (concluso nell’ottobre 1999) Andreotti sarebbe stato condannato per associazione per delinquere, cioè per la sua alleanza organica con Cosa Nostra fino al 1980. Cioè per aver incontrato - come affermavano numerosi collaboratori di giustizia, ma soprattutto un testimone oculare, Francesco Marino Mannoia – boss del calibro di Stefano Bontate, per parlare del delitto Mattarella.
E per aver incontrato anche il boss Badalamenti, come aveva testimoniato Tommaso Buscetta, avendolo appreso dalla viva voce di don Tano a proposito del delitto Pecorelli. Insomma, se l’appello fosse finito entro il 20 dicembre dell’anno scorso, con quattro mesi e mezzo di anticipo, Andreotti sarebbe stato condannato in base all’articolo 416, cioè all’associazione <semplice>, visto che quella aggravata di stampo mafioso (416 bis) fu introdotta nel codice penale soltanto nel 1982, con la legge Rognoni-La Torre.
Le sguaiataggini dell’avvocatessa Buongiorno, reduce dai fiaschi di Perugia, sono comprensibili: doveva gettare un po’ di fumo negli occhi ai giornalisti, nella speranza (in gran parte ben riposta) che non si accorgessero della prescrizione o fingessero di non vederla. Molto più abbacchiati apparivano invece i colleghi Gioacchino Sbacchi e Franco Coppi, principi del foro, che le sentenze le sanno leggere meglio di quanto non riescano a recitare: dev’essere frustrante per un avvocato difensore passare da un’insufficienza di prove a una condanna per omicidio a una reformatio in pejus in appello con prescrizione, e per giunta per il rotto della cuffia.
E’ comprensibile anche l’impudenza del senatore a vita, che parla di <falsi testimoni e falsi pentiti>, quando il reato ritenuto provato e prescritto l’hanno raccontato proprio testimoni e pentiti giudicati attendibili dalla Corte (che lui stesso definisce <molto obiettiva>).
E’ comprensibile, infine, il delirio del cavalier Silvio Berlusconi (<è stato abbattuto il primo dei teoremi giustizialisti del 1993 che voleva sfigurare la storia d’Italia>), che ormai usa tutte le sentenze, anche quelle pronunciate in Australia, siano esse di condanna o di assoluzione o di prescrizione, per piazzare disperatamente il suo ultimo prodotto avariato: l’immunità parlamentare per <ripristinare lo spirito della Costituzione> (quella che due settimane fa lui stesso definiva <sovietica>, beccandosi le reprimende di Andreotti). Si comprende, infine, la svogliatezza che coglie politici e commentatori di fronte a sentenze di 6 mila pagine, come quella di primo grado: informarsi è faticoso, lavorare stanca.
Ma qui basta leggere il dispositivo. Una paginetta, non di più. Con un piccolo sforzo, si può capire tutto.
E, fatta salva l’ignoranza crassa o la demenza galoppante, si potrebbero evitare corbellerie come il titolo del Giornale di oggi: <Andreotti mafioso era uno scherzo>. O come le autorevolissime scemenze pronunciate ieri dai presidenti di Camera e Senato, che hanno subito voluto congratularsi col senatore a vita prescritto.
Casini ha straparlato di <onore ristabilito> (ma forse parlava di onore nel senso siciliano del termine).
Pera ha farfugliato di una <riparazione di un torto inferto per anni all’immagine della Dc e dell’Italia> (ma forse si riferiva allo discredito arrecato al partito e al Paese dalla cinquantennale presenza di uno come Andreotti). I leader centrosinistri si sono invece affannati a esaltare il <fair play> e <l’esemplare comportamento processuale> tenuto dall’imputato.
L’unico concetto che questi tartufi riescono a esprimere, a proposito di un senatore a vita condannato in appello a 24 anni per omicidio e miracolato dalla prescrizione e dall’insufficienza di prove per il reato di mafia, è che si comporta da vero signore. Non dice le parolacce, non sporca, non mangia con le mani, non si mette le dita nel naso.
Due corti d’appello dicono che ha fatto ammazzare un giornalista, incontrato e aiutato i capi della mafia, ma è tanto educato e tanto ammodo, signora mia.
Artemisia dixit alle ore 22:28 |
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Q meets Marco
Per gentile concessione di Q (lui dice Q come Qualunquista ma secondo me è Q come quello di Luther Blissett) vi delizio con questo avvincente post. E' il resoconto del suo incontro con uno dei più grandi giornalisti italiani... Indovinate un po' chi... Ma ovviamente parlo del nostro amatissimo Marco Travaglio!!
Ma passiamo la parola a Q.
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Ciao arte!
Ti contatto in privato solo per coltivare il nostro amore comune. Oggi sono stato ad un incontro con Travaglio! A Roma3 ha presentato, assieme alla Guzzanti e a Menduni, la loro nuova proposta di legge per "pubblicizzare" la Rai (www.perunaltratv.it). L'unica cosa triste sono stati i miei compagni di corso (scienze della comunicazione): hanno preferito andare a lezione. Dico io, studi per fare il giornalista e non vai ad un convegno sulla censura tv con Travaglio e la Guzzanti?! Hanno ragione a dire che ci sono troppi giornalisti in giro, ed hanno ragione i veri giornalisti a dire che non è la laurea a darti lo spirito. La cosa ancora più grave, è stata quella che ti racconterò.
Roma3, ore 12 circa.
Q: "Ehi raga (rutta), io dopo non vengo in laboratorio che vado a sentire Travaglio. Venite con me?"
Tizio: "Chi è Travaglio?"
E qui lo SGOMENTO. Cazzo, studi scienze della comunicazione e non conosci né Travaglio né Menduni? Che cazzo campi a fare? A che ti serve conoscere la filosofia di Platone, sostenere un esame di storia contemporanea della radio e della tv per poi avere queste lacune attualistiche? Lasciamo perdere va... parliamo delle cose belle. Travaglio mi ha fatto scompisciare. La Guzzanti, mi dispiace, ma temporeggia troppo. Sembra che non sappia quello che dice e quando apre bocca ti conferma tutti i sospetti. Travaglio è un treno: non inciampa mai, va filato e non perde mai il filo, nonostante ogni tre parole si sia beccato un applauso. Alla fine avrei voluto scoparlo.
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P.s. Concludo il post di oggi con un ringraziamento speciale a Guerrilla Radio che ha pubblicato il mio test elettorale - è possibile inserire il proprio risultato fra i commenti di questo post
Artemisia dixit alle ore 01:39 |
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Mi soffermo ancora su queste facezie politiche ma questa è da ridere. Questa è da ridere davvero.
Di Marco Travaglio
Da "Carta Canta", Repubblica, 16 marzo
Cimici e bufale
"Mi spíano: ho trovato una microspia dietro il termosifone del mio studio a Palazzo Grazioli, una cimice perfettamente funzionante, in grado di trasmettere fino a 300 metri di distanza. Abbiamo procure eversive che calpestano l'immunità parlamentare".
(Silvio Berlusconi, 11 ottobre 1996).
"Onorevoli colleghi, il fatto è davvero grave... Un'attività spionistica ai danni del leader dell'opposizione, da chiunque sia stata ordita, rientra perfettamente nel panorama non limpido della vita nazionale. Mai, in nessun periodo della storia repubblicana, sono gravate sulla libera attività politica tante ombre e tanto minacciose... Le aule parlamentari possono diventare ricettacolo per attività spionistiche di agenti provocatori... delazione, provocazione, spionaggio... Nella giustizia malata di questo Paese siamo arrivati fino alle intercettazioni virtuali".
(Silvio Berlusconi alla Camera dei deputati riunita dal presidente Luciano Violante in seduta straordinaria per il ritrovamento della "microspia" in casa Berlusconi, 16 ottobre 1996. Qualche mese più tardi si scoprirà che il "cimicione" era un ferrovecchio scassato e a piazzarlo non era stata una procura deviata, bensì la stessa ditta incaricata da Berlusconi di "disinfestare" casa sua).

Artemisia dixit alle ore 22:06 |
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Per un' altra TV
L'incontro con Marco Travaglio si è concluso con la segnalazione di un'importante iniziativa, di cui potrete trovare informazioni più dettagliate cliccando sul logo che vedete qui a lato. Per un'altra Tv è una proposta di legge di iniziativa popolare: occorrono 50.000 firme per cambiare la Rai e tutto il sistema radiotelevisivo pubblico. La proposta di legge intende assicurare il pluralismo e l'imparzialità delle trasmissioni, sottraendo il servizio pubblico all’ingerenza dei partiti politici. Queste sono, in sintesi, le nuove norme previste nella proposta di legge, che vi prego di diffondere il più possibile, via email o esponendo il logo sui vostri blog.
Obiettivo principale: regolamentare la materia per assicurare il pluralismo, la libertà, l’obiettività, la correttezza e la imparzialità delle trasmissioni di reti pubbliche e private, sottraendo il servizio pubblico all’ingerenza dei partiti politici.
Strumenti operativi: Consiglio per le comunicazioni audiovisive
Composizione: 21 Consiglieri in rappresentanza della società civile (11); partiti politici (7); Regioni, Comuni e Province (3);
Compiti principali: nomina il CdA (5 membri) della RAI con funzioni esclusivamente gestionali, sulla base di criteri di professionalità e di indipendenza; nomina con gli stessi criteri i componenti dell’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni; svolge una funzione di indirizzo delle attività pubbliche e private attraverso raccomandazioni rese esecutive dall’autorità di garanzie.
Viene abrogata l’attuale Commissione Parlamentare di Vigilanza e Indirizzo.
Servizio pubblico RAI: Consiglio di Amministrazione con funzioni esclusivamente gestionali (amministrative e tecniche).Cinque membri selezionati attraverso concorsi pubblici: eleggono nel loro ambito il Presidente; nominano il Direttore Generale.
Finanziamento: il Servizio Pubblico sarà finanziato principalmente dal canone e per la parte residuale dalla pubblicità; le attività commerciali saranno finanziate esclusivamente dalla pubblicità come l’emittenza privata.
Artemisia dixit alle ore 19:59 |
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LA REGISTRAZIONE DELLA SERATA CON MARCO TRAVAGLIO
Purtroppo avevo con me una cassetta da 60 minuti, così quella che sentirete è soltanto la prima parte della presentazione a Faenza di Inciucio, che in realtà è durata due ore. La registrazione è molto artigianale, fatta con mezzi di fortuna, ma vi assicuro che vale la pena ascoltare!
(per scaricare i file, cliccate col tasto destro del mouse e selezionate "salva oggetto con nome")
Aggiungo qualche altra foto della serata; la risoluzione è decisamente migliore! Per gentile concessione dei Grilli Incazzati, il gruppo di amici di Beppe Grillo di Faenza


Artemisia dixit alle ore 01:25 |
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categorie: libri, marco travaglio
MARCO TRAVAGLIO PRESENTA "INCIUCIO" A FAENZA
Questa sera Marco ha presento a Faenza l'ultimo libro scritto con Peter Gomez. La serata è stata interamente organizzata dagli Amici di Beppe Grillo di Faenza. Avrei voluto chiedergli un paio di cose, ma era come sempre di corsa e ho dovuto soprassedere (e stavolta ahimè ha firmato la mia copia del libro senza farmi la dedica...
) In ogni caso grande serata - due ore ad ascoltarlo proprio davanti a lui non si dimenticheranno facilmente!! Comunque, ecco le foto della presentazione e un po' di inormazioni su Inciucio. La qualità (delle foto, ovviamente) è un po' scarsa. Il mio cellulare chiede scusa.
Qualche foto...



... E qualche info sul libro
(dal sito di RcsLibri)
INCIUCIO
Come la sinistra ha salvato Berlusconi.
La grande abbuffata Rai e le nuove censure di regime, da Molière al caso Celentano.
L’attacco all’Unità e l’assalto al Corriere.
Prefazione di Giorgio Bocca.

È dall’inizio dell’èra Berlusconi che questa sinistra ipocrita fa campagna contro chiunque si opponga al suo doppio gioco. Ma che rispetto si può avere per gente che se ne infischia della libertà d’informazione e mira soltanto a stare nella stanza dei comandi e dei buoni stipendi?
Giorgio Bocca
L’“inciucio” compie dieci anni. Il primo a parlarne fu Massimo D’Alema, nel 1995. Poi, in sei anni di governo, il centrosinistra evitò di risolvere il conflitto d’interessi e di liberalizzare il mercato televisivo. Risultato: informazione taroccata modello Tg1 e niente satira politica.
Dopo Regime, questo libro racconta le acrobazie parlamentari dei nemici-amici del Cavaliere e le spartizioni “bipartisan” delle Authority e della Rai. Poi le nuove censure di regime contro Biagi, Santoro, Luttazzi, Freccero, Sabina e Corrado Guzzanti, Grillo, Paolo Rossi, Massimo Fini, Beha e altri militi ignoti; e gli attacchi a Report, Fo, Hendel, XII Round e così via, fino a Celentano & C. Senza dimenticare i giornali: la guerra a Furio Colombo e gli assalti estivi dei “furbetti del quartierino” al “Corriere della Sera”, con l’appoggio della finanza bianca, azzurra e rossa. Alla fine, una proposta di legge e un appello al governo che verrà: perché restituisca la televisione pubblica al suo vero padrone, il pubblico.
PETER GOMEZ è giornalista de “L’Espresso” e collaboratore di “MicroMega”.
MARCO TRAVAGLIO scrive su “la Repubblica”, “l’Unità” e “MicroMega”. Insieme hanno pubblicato: Mani Pulite (con Gianni Barbacetto), La Repubblica delle banane, Bravi ragazzi, Lo chiamavano Impunità. Per la BUR: Regime e L’amico degli amici (a cura di).
Artemisia dixit alle ore 23:03 |
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