Con questo post aderisco alla campagna "Adotta un consultorio", lanciata i giorni scorsi sui muri di Bologna dalle ragazze di Sexyshock.
Se anche voi volete incollare le pupotte nei muri della vostra città potete scaricare il file zip QUI e seguire le istruzioni contenute nel post. Tra pochi giorni sarà l'8 marzo e sarebbe fantastico se facessimo sentire la nostra voce per la difesa della legge 194. Probabilmente anche io andrò a personalizzare qualche palazzo :)
Ma vi lascio leggere i dettagli dell'iniziativa. Copio e incollo dal sito di Sexyshock.
Casalinghe,
precarie,
studentesse,
topmanager,
veline,
molto ricche o molto povere,
alte o basse,
con i tacchi o senza tacchi,
cattoliche,
atee,
musulmane,
animiste,
devote del suv o ecologiste incallite,
lesbiche,
eterosessuali,
italiane nate o diventate,
con documenti o senza documenti,
di destra o di sinistra,
con i capelli ricci o con i capelli lisci.
Le donne di carta apparse ieri notte sui muri dei consultori di Bologna sono tante e diverse come le donne in carne e ossa!
Donne diverse che fanno scelte diverse sulla loro sessualità, sulla maternità, sulla contraccezione, sulla salute. Donne che hanno desideri ed esperienze, storie di vita e relazioni, donne che quotidianamente, ognuna con la propria sensibilità, prendono decisioni, grandi e piccole, fanno mediazioni, si inventano percorsi di autonomia, praticano la libertà e la responsabilità.
"Adotta un consultorio" è una campagna di visibilità e comunicazione nata dall'intreccio tra gruppi, collettivi e singole: le donne-sagoma parlano dai muri dei consultori pubblici per ricordare che questi sono stati una loro conquista. Una dice che "fare la fila al consultorio è peggio che alla Coop" forse perché, dati i tagli alla sanità pubblica e le fila d'attesa di mesi, quasi anni, ha dovuto ricorrere a una ginecologa privata, o forse perché non vuole essere trattata come una mucca da latte.

Le donne di carta parlano di accesso alla contraccezione, perché "Più preservativi = meno interruzioni", rivendicano campagne informative sulla prevenzione e sulla tutela della salute, vogliono poter prendere la pillola del giorno dopo, chiedono di poter ricorrere alle modalità meno invasive e dolorose per l'aborto quando la gravidanza non è un desiderio e credono che le tecniche di riproduzione debbano essere accessibili a tutti. la sagoma di una donna medico dichiara: "Aborto, nessuna obiezione!", con l'idea che in ogni struttura pubblica dove si pratica l'Ivg ci debbano sempre essere medici non obiettori. E tutte pensano che, sulla propria vita e le proprie scelte, "decido io", non solo al lavoro, non solo sul menu.
La notte del 21 febbraio le donne di carta sono comparse sui muri dei consultori di via Sant'Isaia, via Montebello, via Tiarini, Pilastro, S.Orsola e in alcuni punti, sparsi per la città, di grande visibilità o importanza simbolica come Porta Mascarella, Porta Santo Stefano, l'ex Maternità di Via D'Azeglio, il liceo Minghetti, la Bottega del teo-con di Giovanni Lindo Ferretti.
Artemisia dixit alle ore 00:00 |
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categorie: cose serie
